“Dal 25 marzo 2021 è entrata in vigore la nuova norma UNI 10779 che si applica agli impianti da installare o da modificare, a seguito della valutazione del rischio di incendio, nelle attività sia civili che industriali.

La norma non si applica nei casi in cui sia consentita la derivazione degli apparecchi di erogazione (naspi) dalla rete idrico-sanitaria a servizio dell’attività, senza separazione, dopo l’alimentazione, delle rispettive reti idriche.

Viene introdotta con questa norma la differenza tra reti di idranti ordinarie, destinate alla protezione di attività ubicate all’interno di edifici con apparecchi posizionati sia internamente che esternamente; e le reti idranti all’aperto, destinate alla protezione di attività esterne.

I componenti degli impianti devono essere costruiti, collaudati ed installati in conformità alle legislazioni vigenti; la pressione nominale minima dei componenti del sistema non deve essere minore della massima pressione di esercizio che il sistema può raggiungere e comunque non inferiore di 1,2 Mpa.

Ogni idrante a colonna soprasuolo deve prevedere nella sua prossimità delle cassette dotate di sostegno, cartello di segnalazione, con la seguente attrezzatura minima: una o più tubazioni flessibili di DN 70 complete di raccordi UNI 804, lancia di erogazione e chiavi di manovra per utilizzo dell’idrante stesso. Gli idranti sottosuolo devono avere a corredo lo stesso materiale, adeguato al corretto funzionamento dell’idrante specifico, e la posizione dell’idrante sottosuolo deve essere adeguatamente indicata.

 

Gli idranti a muro, conformi alla UNI EN 671-2, e le relative attrezzatture devono essere permanentemente collegate alla valvola di intercettazione.

Gli idranti a muro e naspi vengono posizionati all’interno dei fabbricati in modo ben visibile e facilmente raggiungibile, in prossimità delle uscite di emergenza o vie di esodo, non devono essere d’intralcio in fase operativa. Devono soddisfare due requisiti principali:

  • Ogni punto de
    ll’area protetta disti al massimo 20 metri dall’idrante a muro o naspo più vicino
  • Nei fabbricati a più piani, ove occorra l’impianto di idranti, devono essere installati idranti a muro/naspi a tutti i piani

Si possono installare idranti a muro con tubazione flessibile massima pari a 25 metri e naspi con tubazione semirigida con lunghezza non superiore a 30 metri verificando con la regola del filo teso, che lo stendimento di tali tubazioni non sia intralciato dalla presenza di ostacoli fissi o compartimenti antincendio diversi.

Gli idranti soprasuolo a colonna e sottosuolo devono essere installati all’esterno degli edifici a una distanza massima tra loro di 60 metri. Dove possibile devono essere installati in corrispondenza degli ingressi al fabbricato. In relazione all’altezza del fabbricato, devono essere distanziati dalle pareti perimetrali del fabbricato stesso, con raccomandazione di mantenere una distanza tra 5 e 10 metri

Gli attacchi di mandata per autopompa devono essere installati in modo da non provocare strozzature nelle tubazioni flessibili di adduzione, essere protetti da urti o altri danni meccanici e dal gelo e devono essere ancorati in modo stabile al suolo o al fabbricato.

Tutti i componenti della rete idrante devono essere provvisti di segnaletica di sicurezza in conformità alle norme UNI applicabili e disposizioni vigenti

In prossimità dell’ultimo apparecchio di erogazione di ogni diramazione aperta con più di 2 apparecchi di erogazione, deve essere installato un attacco per manometro, completo di valvola porta manometro, per permettere la misurazione della pressione residua durante la prova dell’idrante/naspo

È sempre il responsabile del sistema che deve provvedere al mantenimento delle condizioni di corretto funzionamento dell’impianto anche se è presente il servizio di ispezione periodica da parte di organismo autorizzato. È infatti compito del manutentore istruire il responsabile del sistema sulle condizioni dell’impianto con apposita comunicazione scritta. Il responsabile del sistema deve provvedere ad effettuare: la sorveglianza dell’impianto, la manutenzione periodica e la verifica periodica a cura del personale competente e qualificato.

La manutenzione delle attrezzature, naspi, idranti a muro, tubazioni, attacchi autopompa, idranti soprasuolo e sottosuolo devono essere mantenuti in conformità come previsto dalla norma tecnica di riferimento (UNI EN 671) e libretti uso e manutenzione rilasciati dal produttore.

Tutte le operazioni svolte devono essere documentate e conservate in apposito registro cartaceo o digitale, costantemente aggiornato e conservato a cura del responsabile del sistema.”

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