La prima cosa fondamentale a cui devi pensare è che TU, titolare dell’attività, per la legge sei sempre responsabile di tutto ciò che avviene all’interno della tua azienda.

Pensate alla Thyssen Krupp, incidente accaduto nel 2007 ma attualissimo in quanto il 04 febbraio 2020 c’è stata la sentenza del secondo grado penale.

Lo sapete benissimo tutti che tra il 5 e il 6 dicembre 2007, nello stabilimento di Torino, si innescò un incendio dove, purtroppo, perdono la vita 7 lavoratori.

Forse non tutti sanno che tutti i presidi antincendio che si sono salvati dal rogo sono stati esaminati ed abbiamo voluto prendere a riferimento gli estintori e le competenze antincendio dei lavoratori presenti.

32 estintori esaminati

20 estintori sono stati usati durante l’incendio, 12 dei quali avevano il controllo scaduto.

Dei 12 estintori integri, quindi con spina di sicurezza inserita,

  • 4 erano scaduti di manutenzione ed avevano una carica media dell’84%
  • 4 erano in corso di validità con una carica media dell’83,5%
  • 3 non avevano il sigillo con una carica del 3%, 60% e del 70%
  • 1 estintore carrellato in corso di validità con una carica del 7%

Tutti gli estintori sono risultati non funzionanti.

23 persone presenti al momento del rogo

13 persone non avevano il corso antincendio

4 persone avevano solo formazione teorica

6 persone avevano il corso completo, ma senza idoneità tecnica in quanto nessuno ha sostenuto l’esame.

( dati presi dalla relazione del Prof. Ing. Massimo Zucchetti)

 

Ma chi ha pagato penalmente per questo disastro?

Il 04 febbraio 2020 i due ex manager tedeschi della Thyssenkrupp sono stati condannati in via definitiva in Italia per il rogo in cui la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 persero la vita 7 operai. Dovranno scontare 5 anni di carcere in Germania.

 

Quali sono i punti di attenzione minimi che un’azienda che eroga servizi antincendio deve controllare?

La prima cosa, la più importante e basilare per un’azienda che fa antincendio è

  • la qualificazione del personale

Un tecnico, per essere tale, deve fare corsi di formazione seri, che sono a carico dell’azienda. Tutti gli anni i nostri tecnici fanno dalle 30 alle 60 ore di corsi di formazione per un costo annuo a dipendente intorno ad €. 2.300,00 senza considerare l’eventuale costo di trasferta ed il mancato lavoro.

Altri aspetti importanti sono:

  • i costi di acquisto macchinari che diventano però investimenti, per far sì che l’azienda sia in grado di lavorare bene e più velocemente possibile. Il fattore tempo è una delle poche cose che non si possono comprare, bisogna stare attenti a come lo si spende.
  • Software: le attività e le scadenze sono tassative e devono essere rispettate. Non è possibile gestirle con carta e penna. Errori di programmazione, dimenticanze o ritardi hanno ripercussioni dirette sui clienti e sui loro obblighi. Aesse ha internamente software evoluti che permettono la registrazione e pianificazione delle attività del personale tramite palmare.
  • Organizzazione: anche internamente le attività devono essere organizzate in modo puntuale, non solo la formazione o le scadenze già citate ma anche attività che possono sembrare accessorie ma diventano fondamentali come la manutenzione interna, la taratura delle strumentazioni, l’aggiornamento formativo.
  • Certificazione: un valido aiuto per dimostrare tutte queste attenzioni al mercato è quella di ottenere la certificazione ISO9001:2015 da un Ente accreditato presso Accredia con campo di applicazione nel settore delle manutenzioni di attrezzature e impianti antincendio. Aesse è certificata ISO9001 con RINA dal 2014.

 

Tutto questo è per dirVi di prestare molta attenzione quando si affida un tema così importante come la sicurezza e l’antincendio della propria azienda. Un vero imprenditore è colui che tratta la sua azienda come un figlio… Voi lascereste la sicurezza di vostro figlio a chiunque?

 

 

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